Neuroestetica

Neuroestetica e neurologia dell’arte

Da alcuni anni le  neuroscienze hanno iniziato a interessarsi di arte per cercare di capire le basi neurobiologiche della produzione artistica e per tentare di conoscere quali sono le aree cerebrali, le reti neuronali e i meccanismi cognitivi che consentono di elaborare i giudizi estetici. La neurologia dell’arte (pionieristicamente studiata da Jean-Pierre Changeaux e Vilayanur S. Ramachadran – in Italia da Lamberto Maffei e Adriana Fiorentini –) e la neuroestetica (come l’ha battezzata Semir Zeki), costituiscono un approccio che considera l’analisi artistico-estetica in funzione dell’impatto neurologico e dello studio neurofisiologico dell’opera d’arte. Ne consegue la possibilità di utilizzare un’analisi neuroscientifica per indagare sia la produzione che la fruizione delle opere d’arte. Ciò al fine di meglio comprendere quali sono le strutture neurobiologiche che sono alla base delle emozioni suscitate in fase di realizzazione (creazione) da parte dell’artista di un’opera e delle suggestioni che scaturiscono (apprezzamento estetico) quando uno spettatore la osserva.

Un approccio interdisciplinare (neuroscienziati, psicologi, antropologi, storici dell’arte, artisti stessi, italiani e stranieri) in una prospettiva di collaborazione internazionale è fondamentale per sviluppare questo innovativo approccio allo studio delle relazioni esistenti tra arte e cervello.

Convegni e seminari per divulgare la storia e i metodi della neuroestetica, sperimentazioni e ricerche in collaborazione con musei e raccolte d’arte da svolgere con strumenti di indagine in loco (come il mindwave) o eseguiti in ambito protetto (con studi eseguiti utilizzando tecniche di neuroimmagine – come la functional magnetic resonance –) dopo somministrazione di stimoli visivi mirati, laboratori realizzati con lo scopo di sviscerare il processo creativo dell’artista, mostre allestite con criteri mussali supportati dalle conoscenze cognitive ottenute dall’indagine neuroestetica sono alcuni dei mezzi attraverso cui il Cespeb vuole contribuire allo sviluppo di questa nuova disciplina neuroscientifica.

Tra le iniziative già realizzate il volume edito nel 2009 da Graphis e l’omonimo corso elettivo annuale rivolto agli studenti della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano Bicocca.

 

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