Neuroetica

La neuroetica appare oggi come una disciplina di frontiera delle neuroscienze: un campo d’indagine legato agli attuali progressi delle conoscenze neuropsicobiologiche e al complesso delle loro implicazioni etiche, legali e sociali, piuttosto che una nuova disciplina cognitiva. Il termine racchiude in sé due significati: etica delle neuroscienze, cioè la riflessione filosofica inerente il trattamento, il potenziamento e la manipolazione del cervello umano; neuroscienze dell’etica, vale a dire la possibilità di analizzare come il cervello prende decisioni, qual è la neurobiologia della credenza e in cosa consiste il substrato neuronale della rappresentazione dei valori, delle capacità decisionali dell’uomo e della fede stessa.

Un confronto interdisciplinare (tra neuroscienziati e filosofi, tra teologi ed epistemologi, tra antropologi e psicologi, tra storici e informatori, solo per citarne alcuni) appare indispensabile per riflettere su questa nuova dimensione della conoscenza che cerca di comprendere la vera natura dell’uomo. Convegni, seminari, ricerche, dibattiti multidisciplinari sono i mezzi attraverso cui il Cespeb vuole contribuire allo sviluppo di questo promettente ambito culturale.

Tra le iniziative già realizzate il convegno svoltosi nel 2009, il volume edito nel 2011 da Laterza e l’omonimo corso elettivo annuale rivolto agli studenti della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano Bicocca.